lunedì 29 marzo 2010

Alice, ovvero come trasformare una sognatrice in una bottegaia

Visto dopo lunga attesa Alice in Wonderland (non in 3D).
Delusione totale (e mi sono anche addormentata verso la fine).
Da Tim non mi aspettavo proprio un film così banalmente non-visionario.
La Regina Rossa è molto più simpatica della Regina Bianca (che è un incrocio tra Moana e Cicciolina, ed a cui avrei spezzato le braccia volentieri, visto che non faceva altro che mulinarle a destra e sinistra).
La Lepre marzolina è simpatica ma inutile, il Cappellaio fa tenerezza ma non ha anima, la traduzione dei dialoghi di PincoPanco e PancoPinco (ma che razza di traduzione è dei nomi?) è insensata.
L'unico che si salva è il Bruco.
E la storia di contorno fa piangere al pensiero che Alice come sogno ha quello di andare a vendere le merci in Cina, una brava bottegaia al servizio della Compagnia delle Indie!
Bleah!

1 commento:

dirittoincivile ha detto...

Caspita, meno male che ero stata io a distruggerlo :P
Questa volta Tim ci ha deluse. Spero si tratti della famosa "eccezione alla regola".

Buona settimana!