mercoledì 24 marzo 2010

Analfabetismo di ritorno o pura e semplice stupidità?

Continuo a stupirmi del livello dei dibattiti elettorali, dove il candidato A dice una cosa, ed il candidato B capisce (o fa finta di capire) una rosa, il sostenitore C interpreta come una tosa, e via andando. Ma non sono altro che lo specchio fedele della realtà. Anzi, la realtà è pure peggio.

Ieri, mia figlia maggiore, che frequenta la prima media in una media città italiana, scuola posta in pieno centro di fianco alla caserma della Guardia di Finanza, è tornata a casa raccontando che la mattina avevano fatto una retata e trovato due ragazzini di terza che spacciavano hashisc. Nel pomeriggio le telefonate dei genitori si sono susseguite sempre più paranoiche, la voce si era propalata, lo spaccio era diventato "si bucavano" et similia (bustine a terra, siringhe, sniffo). Per fortuna proprio ieri pomeriggio c'era il Consiglio di Classe. E così, l'altra rappresentante ed io abbiamo scoperto che nulla di tutto questo era successo.
Si trattava di un normale controllo di routine fatto a campione fuori dalle scuole medie inferiori e superiori, avevano fermato dei ragazzi a caso, non c'erano state segnalazioni di alcun tipo, non avevano trovato nulla, non avevano non dico arrestato qualcuno ma neanche trovato normali sigarette.
E fin qui va bene, insomma ci sta che dei ragazzini di 11-13 anni di fronte ad un controllo si facciano il viaggio di CSI! Però i genitori ....
Mentre spiegavo la cosa ad alcune mamme, ho avuto l'incauta idea di dire: "Hanno fatto dei controlli casuali, avrebbero potuto fermare anche le nostre figlie ...."
Ommiodio. Una mi ha guardato, e con la voce strozzata dall'indignazione mi ha urlato: "Cosa vuoi dire, che mia figlia è una spacciatrice?!"
"No-no", ho balbettato io, cercando riparo dietro una madre un po' più robusta di me. "Semplicemnte che il controllo era casuale".
"Mia figlia non sa neanche cosa è il fumo!" - mi ha strillato sputacchiandomi contro un'altra madre-erinni (e poi sua figlia lo sa, e sa anche parecchie altre cose, ma insomma, meglio non farglielo sapere).
"Volevo solo dire che i due poveri ragazzi fermati non centravano niente" ho riprovato a spiegare.
Un'altra mamma ha interloquito: "Questo poi noi non lo sappiamo, se li hanno fermati ci sarà una ragione."
"In realtà lo sappiamo" - non mi sono data per vinta, ed ho ritentato di ristabilire la verità" erano controlli casuali, hanno fermato due a caso, poteva essere anche tuo figlio" (si, lo so, mi piace sfidare il pericolo!).
Apriti cielo, è stato un diluvio di: "Con questa mentalità dove andremo a finire!?" (che non ho capito cosa centrasse), "Mio figlio non spaccia e non si droga", "Figuriamoci, non so come allevi le tue figlie ma i miei non li fermano di sicuro" .... insomma, alla fine ci ho rinunciato. Si era fatto tardi e vista l'inutilità del tentativo mi è sembrato inutile insistere. Quando poi uno ha detto "Ho guardato sul giornale ma non c'era niente. Si vede che sono figli di qualcuno che conta" ho gettato la spugna.

Però mi chiedo: analfabetismo, cioè incapacità di comprendere il significato delle parole? o stupidità cioè incapacità di seguire un ragionamento logico e di comprendere una semplice frase?

1 commento:

dirittoincivile ha detto...

No no.
E' proprio idiozia allo stato puro. E voglia, tanta voglia di aver sempre da ridire e di avere ragione ad ogni costo.
E il bello è che i figli di queste persone crescono, il più delle volte, con la stessa, povera mentalità chiusa dei genitori (poveretti, con esempi simili...)
Al liceo in cui andavo (pubblico, ma frequentato dalla "borghesia" in quanto di "buona fama") c'erano controlli su controlli. Sono arrivati addirittura a mettere le telecamere in cortile.
E sono stati beccati i figli di quelli che le telecamere non le volevano. Perché era un insulto verso le loro povere, innocenti creature.

E' proprio il caso di dirlo: "Con questa mentalità dove andremo a finire?!?"

Clarinette