domenica 30 marzo 2008

Ma anche i gggiovani parlano del tempo?

Sono un po' preoccupatata da uno strano fenomeno che si è venuto evidenziando nelle mie conversazioni degli ultimi anni.
Di qualsiasi cosa si inizi a parlare, con amici più o meno coetanei, si finisce sempre prima o poi a parlare del tempo. Del meteo. Piove, c'è il sole, pioverà, ancora nebbia, è caldo, è freddo. E poi si passa alle ossa, ai reumatismi, all'artrite, alla meteoropatia. Insomma, conversazioni molto inglesi.
Che, però, non ricordo di aver mai fatto da gggiovane.
E quindi mi chiedo: è l'età che avanza che porta con sè il fardello delle discussioni sul tempo, o è il buco nell'ozono che ci costringe tutti a prendere atto che non ci sono più le stagioni (e anche i gggiovani non sono più quelli di una volta)?
Comunque, oggi è bello, caldo, speriamo che tenga, vorrei finire il cambio del guardaroba (e anche questo è un altro problema che da gggiovane non mi ponevo proprio).

3 commenti:

ary29 ha detto...

Una mia amica tedesca, da vent'anni in Italia, dice che la gente parla del tempo - anzichè di politica, per esempio - per fare conversazione senza litigare nè impegnarsi... quindi non sarebbe questione di età, ma di qualunquismo.

Quale prospettiva è meglio? :-/

lukval ha detto...

l'opinione di ary29 non é da prendere alla leggera. I giovani, e ve lo posso assicurare,spendono molto del loro tempo a parlare di meteo. Se fosse solo di un'opzione per organizzare le uscite notturne sarebbe anche un fattore positivo. Indicherebbe una minore incoscienza. Ma penso che non si tratti di questo. Il meteo é come le veline, e se ci mostrate un culo anziché un sole ne godiamo allo stesso modo....Ecco perché il 13 aprile in molti non sapranno dove saranno...neanche chi dovrebbe esserne certo in partenza.

tittirossa ha detto...

e io che pensavo fosse un fattore dovuto semplicemente alla maggior o minor difficoltà nel reimpilare il mio sacchetto d'ossa (leggi colonna vertebrale etc) quando scendo dal letto!
se anche i giovani passano il loro tempo a parlare del meteo (orrore!) lo vedo nero (l'avvenire, non l'orizzonte).