sabato 28 agosto 2010

i-pon, i-pon? i-ponnnnnn!!!!!??????

Sentita oggi in un negozio Vodafone:
commessa Vodafone: "Per riparare il suo telefono deve chiamare l'assistenza dell'i-pon (pronunciato proprio così, non i-fon, o ai-pon, o vivaddio, ai-fon) ...."
cliente: "Ma io ne ho bisogno subito!"
Commessa: "Non se preoccupi, quelli dell'i-pon sono velocissimi!"

E io che per capire la pronuncia corretta dell'I-pad mi sono ascoltata anche la presentazione di Steve Jobs (e comunque non ho ancora capito se è ai-pad o ai-ped, anche se l'idea di un assorbente multimediale touch-screen mi fa un po' senso).

mercoledì 4 agosto 2010

vienna, ma perche?

penso di non essermi mai arrabbiata tanto neanche in Cina. E mi sembra uguale. Chiedi : do you speak english? E tutti: ja ja. E poi lo parleranno anche ma non sembra che lo capiscano!
Shonbrunn é una Disney asburgica con una frequenza turistica maleducata superiore alla Citta proibita.
Ovvamente il fatto che sia una citta tiristica non ha spronato nessuno a mettere qualche cartello di indicazioni , non dico in inglese ma neanche in tedesco.
E poi cè la sroria del bancomat, il primo sportello non l`ha riconosciuto, il secondo ha detto che forse era una pizza il terzo l`ha disattivato! idem con la carta di credito. Quindi attualmente abbiamo 2 bancomat e 2 carte di credito e nessuna possibilita di avere contante. E visto che perfino i cammellieri egiziani pigliano la carta piu di qui la sopravvivenza sta diventando problematica.
E poi tutta questa apoteosi dellìmpero per un'anarchica irredentista è parecchio fastidiosa. Domani mi faccio di Sacher e vado a litigare con la Bank Austria!

mercoledì 14 luglio 2010

sono emozionata,sto scrivendo dal cellulare

nonostante questo aggeggio infernale sia a rischio di essere tirato contro il muro piu volte al giorno, riesce afarsi perdonare grazie a queste scoperte. Lo so, qualsiasi tredicenne ci sarebbe arrivato il primo giorno mentre io ciho messo um mese, ma io oltre ad avere piu del triplo dei suoi anni ho anche un trentesimo del tempo d perdere.
Bello, adesso provo anche a caricare unafoto

martedì 13 luglio 2010

Doveri genitoriali, ovvero l'obbligo di vedere Eclipse

Mi è andata bene due volte, Twilight e New Moon l'hanno visto in cassetta, ma per Eclipse non c'è stato niente da fare, non c'erano nonni in vista, altre madri, nessuno e mi è toccato.
Due ore di horror vacui puro (l'80% del film è costituito da PPP piani dei 3 protagonisti!)
Bella "Oh, Edward quanto ti amo. Trombiamo?"
Edward "Oh, Bella anch'io ti amo, però prima di trombare sposiamoci".
B "Perchè non possiamo trombare qui e subito, sono due film che rimandiamo"
E "Perchè io sono un ragazzo all'antica, risalgo al 1920, quindi ti rispetto"
B "Anch'io ti rispetto però trombiamo prima che io diventi vampira"
E "Perchè vuoi diventare vampira? diventerai fredda!"

- intervento di Jacob il licantropo, che gira sempre a torso nudo (e gli è ampiamente consentito, visto il fisico) perchè ha una temperatura corporea di 60°, inoltre deve avere finito le camicie visto che quando si trasformano non perdono tempo a spogliarsi.
Jacob "Bella tu mi ami"
Bella "No Jacob, ti voglio bene ma non ti amo"
J "No Bella, sono sicuro che tu mi ami non è solo affetto ma amore"
B "Si Jacob, ti voglio bene ma non ti amo"
J cerca di baciarla e si becca un pugno.
Poi dopo che J le salva la vita dall'assideramento B gli urla "Baciami", in realtà lo fa per convincere J a combattere contro i vampiri cattivi. Bella è una delle opportuniste più opportuniste che la storia del cinema e della letteratura ricordi.

Poi arrivano i vampiri-neonati, cioè quelli trasformati in vampiri da qualche mese, l'esercito di Victoria (cfr puntate precedenti)
qualcuno chiede ad Alice ("sorella" di Edward) perchè questa Victoria odii Bella
Alice "Ma non lo so, non so proprio spiegarlo, in fin dei conti noi abbiamo soltanto ucciso James, il suo compagno da 2000 anni, l'uomo senza il quale la sua vita non ha alcun senso, e non merita di essere vissuta. Non capisco perchè voglia vendicarsi"

Poi arrivano i Vulturi, vampiri etruschi strafighi che non si sa perchè comandano su tutti.
Carlyle (il capo) riferendosi ad una sopravvissuta dei vampiri-neonati "Le ho concesso di avere salva la vita visto che si è arresa"
Jane (capa dei vulturi" "Carlyle, tu non conti niente, fate fuori la squinzia"

Ps: La cosa più sconvolgente è scoprire che i vampiri non muoiono come abbiamo sempre pensato: esposizione al sole, paletto nel cuore, vista della croce, odore d'aglio. No, basta fracassargli la testa che è di .... ceramica!

Ps2: se li metti al sole brillano che neanche uno Swarosky!

Ps3: è comodo comunque poter disporre di un vampiro: non dorme, mangia pochissimo (qualche litrata di sangue di animale va bene all'uopo), ha una forza erculea, ed è velocissimo. IO me lo vedo già Edward a stirarmi le camicie, fare i lavori, pulire i pavimenti, etc.

giovedì 17 giugno 2010

Geocalcistica ignoranza

Non guardo i Mondiali, non mi piace il calcio, l'idea di guardare 23 omini in mutande che per un'ora e mezza rincorrono una palla mi fa abbastanza orrore, piuttosto Studio Aperto o La Pupa e il Secchione.
Però un paio di giorni fa ero in cucina a pelare patate e non potevo cambiare canale, e c'erano dei giornalisti (credo Rai) che aspettavano l'inizio della partita del Brasile. E non facevano altro che dire "che freddo che fa!", "Qua si gela", "Ho dovuto comperare un piumino", e altre sciocchezze similari. E' come se in Svezia in dicembre si lamentassero per il freddo inconsueto!
Forse la parola Africa unita a Sud ha tratto in inganno questi preparatissimi professionisti, che hanno pensato a gonnellini di paglia e caschi di banane.
In Sud Africa a giugno è ancora inverno, fa freddo, in più Jo'burg è a 2.000 metri di altitudine, ed anche in estate dopo le 6 di sera il fresco si fa sentire.
Sarebbe come andare nella Terra del Fuoco e pensare che fa caldo perchè c'è la parola Fuoco!

lunedì 31 maggio 2010

Calcolo dei tempi

NO, non è una nuova branca della fisica, ma è una specialissima attitudine che ho dovuto sviluppare nella mia vita da adulta (coincisa con la nascita della seconda figlia, infatti, fino a quando devi gestirne solo uno di figli - che mangia, dorme, gioca e ride - la vita è ancora una passeggiata da adolescenti).
Prima se dovevo arrivare ad un appuntamento alle 5, uscivo di casa alle 5 (e qualche minuto). Oggi, visti gli incastri quotidiani so calcolare perfettamente i tempi di trasferimento e realizzazione di qualsiasi cosa, da un viaggio transatlantico ad una caffè con le amiche.
Leggendo About a boy, di Hornby, mi sono trovata a simpatizzare col protagonista che parcellizza le giornate per farle passare senza morire di noia. Nel mio caso, devo parcellizzarle per non affogare negli impegni.
Tot minuti cuoci la pasta, spegni, tot minuti recuperi una figlia, tot minuti mangi, tot minuti leggi il giornale, tot minuti esci, tot minuti urli perchè sistemino la loro stanza, tot minuti etc.
Riuscire a fare due cose contemporaneamente fa recuperare tot minuti, ma spesso presenta danni collaterali (tipo, passo l'aspirapolvere e faccio una telefonata senza auricolare: male al collo per la posizione ad incastro del telefono).
Ci sono anche gli effetti positivi: adesso riesco a considerare 10 minuti liberi una gran regalo (prima li sprecavo in qualcosa di futile tipo respirare e basta).
Ovvio che in una giornata parcellizzata, qualsiasi cosa faccia saltare gli incastri è micidiale (tipo, stanno asfaltando la strada e ti tocca stare in fila).
E' per questo che quando le Kids sono dai nonni (una settimana alla fine della scuola) parte l'anarchia totale: strappo la sveglia, arrivo a lavorare pressapoco alle 10, mangio sedano e maionese stravaccata sul divano guardando programmi assolutamente futili come il telegiornale, vado a letto alle 2 e mi metto a leggere fino a quando mi addormento.
Lo so che buona parte della popolazione adulta vive così, e gli piace anche. Ma a me sembra di essere come il criceto nella ruota, puoi anche smettere di correre ma la ruota continua.

lunedì 24 maggio 2010

Psicopatologia degli oggetti e degli abiti

Questa mattina mi sono chiesta per l'ennesima volta perché un oggetto così comune come il tubetto del dentifricio non abbia mai subito evoluzioni nella forma, visto la sua completa e totale inadeguatezza. In una casa con 4 abitanti (2 adulti e 2 minorenni) viene aperto e strizzato almeno 8 volte al giorno. Visto che tutti evidentemente odiano chiudere il tubetto (in casa mia nessuno lo chiude tranne me, e da un sondaggio a tappeto tra le conoscenti femmine è emerso che mariti e figli/e al 99% fanno uguale), la cosa più logica sarebbe creare un tubo con dispenser, senza tappo. Non è difficile da pensare, ma tranne qualcosa negli anni '80 non ricordo di aver mai visto niente di simile, perlomeno non nelle marche che pratico.
Questo risolverebbe anche il problema dello strizzamento, so che c'è gente che ha divorziato per questo, altri che hanno sgozzato il partner, e conviventi che si sono separati dopo 20 anni di felice vita in comune. Io non arrivo a tanto: mi sono sforzata di strizzarlo al centro, ho preso atto che era scomodissimo (bisogna avere un cervello massimo da 11enne per farlo), e mi sono rassegnata a ripiegare il tubetto e strizzare in cima. Però non mi disturba trovarlo strizzato (in un inizio giornata normalmente isterico, se si tratta di una giornata esageratamente isterica è diverso, però mi limito a decorare i cuscini delle mie figlie di dentifricio, giusto per lanciare il messaggio), quello che ribadisco è: il dispenser risolverebbe anche questo problema. Ma, visto che i progettisti di dentifrici con tutta probabilità sono maschi - e quindi a casa hanno una moglie che chiude il tubetto e lo arrotola - per loro non costituisce un problema.
D'altra parte, perché stupirsi del dentifricio, quando si ha a che fare con un reggiseno, che gode di una doppia macchia alla nascita: progettato da un maschio, ingenere .... e questo è bastevole per capire perché sia così scomodo.
I maschi i reggiseni li tolgono, non se li mettono (a parte qualche caso, ma non mi sembra rilevante statisticamente), altrimenti non si spiega perché siano allacciati DIETRO. Oppure, nella variante supermasochistica, di fianco (non sotto all'ascella, dove una arriva comodamente, no, 5 cm più in là dove ci arrivi solo a prezzo di contorcimenti degni di una star del circo Medrano!).