giovedì 17 giugno 2010

Geocalcistica ignoranza

Non guardo i Mondiali, non mi piace il calcio, l'idea di guardare 23 omini in mutande che per un'ora e mezza rincorrono una palla mi fa abbastanza orrore, piuttosto Studio Aperto o La Pupa e il Secchione.
Però un paio di giorni fa ero in cucina a pelare patate e non potevo cambiare canale, e c'erano dei giornalisti (credo Rai) che aspettavano l'inizio della partita del Brasile. E non facevano altro che dire "che freddo che fa!", "Qua si gela", "Ho dovuto comperare un piumino", e altre sciocchezze similari. E' come se in Svezia in dicembre si lamentassero per il freddo inconsueto!
Forse la parola Africa unita a Sud ha tratto in inganno questi preparatissimi professionisti, che hanno pensato a gonnellini di paglia e caschi di banane.
In Sud Africa a giugno è ancora inverno, fa freddo, in più Jo'burg è a 2.000 metri di altitudine, ed anche in estate dopo le 6 di sera il fresco si fa sentire.
Sarebbe come andare nella Terra del Fuoco e pensare che fa caldo perchè c'è la parola Fuoco!

lunedì 31 maggio 2010

Calcolo dei tempi

NO, non è una nuova branca della fisica, ma è una specialissima attitudine che ho dovuto sviluppare nella mia vita da adulta (coincisa con la nascita della seconda figlia, infatti, fino a quando devi gestirne solo uno di figli - che mangia, dorme, gioca e ride - la vita è ancora una passeggiata da adolescenti).
Prima se dovevo arrivare ad un appuntamento alle 5, uscivo di casa alle 5 (e qualche minuto). Oggi, visti gli incastri quotidiani so calcolare perfettamente i tempi di trasferimento e realizzazione di qualsiasi cosa, da un viaggio transatlantico ad una caffè con le amiche.
Leggendo About a boy, di Hornby, mi sono trovata a simpatizzare col protagonista che parcellizza le giornate per farle passare senza morire di noia. Nel mio caso, devo parcellizzarle per non affogare negli impegni.
Tot minuti cuoci la pasta, spegni, tot minuti recuperi una figlia, tot minuti mangi, tot minuti leggi il giornale, tot minuti esci, tot minuti urli perchè sistemino la loro stanza, tot minuti etc.
Riuscire a fare due cose contemporaneamente fa recuperare tot minuti, ma spesso presenta danni collaterali (tipo, passo l'aspirapolvere e faccio una telefonata senza auricolare: male al collo per la posizione ad incastro del telefono).
Ci sono anche gli effetti positivi: adesso riesco a considerare 10 minuti liberi una gran regalo (prima li sprecavo in qualcosa di futile tipo respirare e basta).
Ovvio che in una giornata parcellizzata, qualsiasi cosa faccia saltare gli incastri è micidiale (tipo, stanno asfaltando la strada e ti tocca stare in fila).
E' per questo che quando le Kids sono dai nonni (una settimana alla fine della scuola) parte l'anarchia totale: strappo la sveglia, arrivo a lavorare pressapoco alle 10, mangio sedano e maionese stravaccata sul divano guardando programmi assolutamente futili come il telegiornale, vado a letto alle 2 e mi metto a leggere fino a quando mi addormento.
Lo so che buona parte della popolazione adulta vive così, e gli piace anche. Ma a me sembra di essere come il criceto nella ruota, puoi anche smettere di correre ma la ruota continua.

lunedì 24 maggio 2010

Psicopatologia degli oggetti e degli abiti

Questa mattina mi sono chiesta per l'ennesima volta perché un oggetto così comune come il tubetto del dentifricio non abbia mai subito evoluzioni nella forma, visto la sua completa e totale inadeguatezza. In una casa con 4 abitanti (2 adulti e 2 minorenni) viene aperto e strizzato almeno 8 volte al giorno. Visto che tutti evidentemente odiano chiudere il tubetto (in casa mia nessuno lo chiude tranne me, e da un sondaggio a tappeto tra le conoscenti femmine è emerso che mariti e figli/e al 99% fanno uguale), la cosa più logica sarebbe creare un tubo con dispenser, senza tappo. Non è difficile da pensare, ma tranne qualcosa negli anni '80 non ricordo di aver mai visto niente di simile, perlomeno non nelle marche che pratico.
Questo risolverebbe anche il problema dello strizzamento, so che c'è gente che ha divorziato per questo, altri che hanno sgozzato il partner, e conviventi che si sono separati dopo 20 anni di felice vita in comune. Io non arrivo a tanto: mi sono sforzata di strizzarlo al centro, ho preso atto che era scomodissimo (bisogna avere un cervello massimo da 11enne per farlo), e mi sono rassegnata a ripiegare il tubetto e strizzare in cima. Però non mi disturba trovarlo strizzato (in un inizio giornata normalmente isterico, se si tratta di una giornata esageratamente isterica è diverso, però mi limito a decorare i cuscini delle mie figlie di dentifricio, giusto per lanciare il messaggio), quello che ribadisco è: il dispenser risolverebbe anche questo problema. Ma, visto che i progettisti di dentifrici con tutta probabilità sono maschi - e quindi a casa hanno una moglie che chiude il tubetto e lo arrotola - per loro non costituisce un problema.
D'altra parte, perché stupirsi del dentifricio, quando si ha a che fare con un reggiseno, che gode di una doppia macchia alla nascita: progettato da un maschio, ingenere .... e questo è bastevole per capire perché sia così scomodo.
I maschi i reggiseni li tolgono, non se li mettono (a parte qualche caso, ma non mi sembra rilevante statisticamente), altrimenti non si spiega perché siano allacciati DIETRO. Oppure, nella variante supermasochistica, di fianco (non sotto all'ascella, dove una arriva comodamente, no, 5 cm più in là dove ci arrivi solo a prezzo di contorcimenti degni di una star del circo Medrano!).

giovedì 8 aprile 2010

Un tipico giorno "Capra & Cavoli"

Ogni mese, e spesso ogni settimana, di un qualunque genitore con più di 1 figlio (bastano 2)e meno di 1 nonno, ha il suo giorno "capra e cavoli".
Il giorno "capra e cavoli" di solito inizia nel pomeriggio (fino a qualche secondo prima vi siete riposati lavorando, perchè sapete quello che vi aspetta).
Uscite dal lavoro (in ritardo, tanto tutta la giornata sarà così) e passata a prendere la Capra da scuola in auto, la depositate a casa, prendete la bici e la Cavola (è una e femmina, Cavoli è fuorviante) e la portate al corso di Teatro in Centro. Pedalate fino a casa, aiutate la Capra a fare geometria, uscite in auto fino al parco (1 minuto) e poi in auto portate la Capra in palestra, in periferia. Sulla strada del ritorno sbuca un Lupo (nelle vesti della verdura-latte-frutta-pane da comperare), vi fermate nel terzo market (cioè l'unico in cui il parcheggio era libero esattamente di fronte all'entrata), razziate 9 cose (di più no, perchè non avete il tempo di prendere un carrello e nel cestino non ci stanno) pagate miracolosamente in contanti per fare prima e vi riscaraventate a casa. Preparate una bavarese in busta in quei 3 minuti di attesa (perchè la vita è sofferenza ed è giusto non riposarsi mai, e poi se vi fermate come fareste a ripartire?), ripigliate la bici e andate a prendere la Cavola (è troppo piccola per andare/tornare da sola).
Sulla strada del ritorno vi fermate ad ordinare pizza e kebab (va bene che la vita sia sofferenza, ma a tutto c'è un limite), arrivate a casa, mollate la bici, prendete l'auto, caricate la Cavola e andate a prendere la Capra.
tornate a casa finalmente. Ma ci sono diversi Lupi che aspettano (tipo lavatrice). Aspettate anche voi pizza e kebab, ahimè il pizzaiolo-kebabbaro s'è scordato e l'ultimo Lupo è il più famelico (la famiglia ha fame!).
Ecco, questa è una tipica giornata Capra e Cavoli e con l'allenamento si può sopravvivere. La cosa veramente terribile è la settimana Capra & Cavoli! tipo la prossima: oltre alla routine sopra descritta, devo incastrare: colloquio insegnanti della Capra, colloquio insegnanti della Cavola, controllo dentista C & C, controllo dentista mio, logopedista Cavola, festa di compleanno amichetta della Capra (con relativo acquisto di regalo), etc. Voglio espatriare e sto pensando all'adozione. Cioè di farMI adottare io!
Ps: il vantaggio di abitare in una città formato camper della barbie si nota nelle giornate C&C: il gioco dell'oca descritto sopra mi ha portato via solo 3 ore!

lunedì 29 marzo 2010

Alice, ovvero come trasformare una sognatrice in una bottegaia

Visto dopo lunga attesa Alice in Wonderland (non in 3D).
Delusione totale (e mi sono anche addormentata verso la fine).
Da Tim non mi aspettavo proprio un film così banalmente non-visionario.
La Regina Rossa è molto più simpatica della Regina Bianca (che è un incrocio tra Moana e Cicciolina, ed a cui avrei spezzato le braccia volentieri, visto che non faceva altro che mulinarle a destra e sinistra).
La Lepre marzolina è simpatica ma inutile, il Cappellaio fa tenerezza ma non ha anima, la traduzione dei dialoghi di PincoPanco e PancoPinco (ma che razza di traduzione è dei nomi?) è insensata.
L'unico che si salva è il Bruco.
E la storia di contorno fa piangere al pensiero che Alice come sogno ha quello di andare a vendere le merci in Cina, una brava bottegaia al servizio della Compagnia delle Indie!
Bleah!

mercoledì 24 marzo 2010

Analfabetismo di ritorno o pura e semplice stupidità?

Continuo a stupirmi del livello dei dibattiti elettorali, dove il candidato A dice una cosa, ed il candidato B capisce (o fa finta di capire) una rosa, il sostenitore C interpreta come una tosa, e via andando. Ma non sono altro che lo specchio fedele della realtà. Anzi, la realtà è pure peggio.

Ieri, mia figlia maggiore, che frequenta la prima media in una media città italiana, scuola posta in pieno centro di fianco alla caserma della Guardia di Finanza, è tornata a casa raccontando che la mattina avevano fatto una retata e trovato due ragazzini di terza che spacciavano hashisc. Nel pomeriggio le telefonate dei genitori si sono susseguite sempre più paranoiche, la voce si era propalata, lo spaccio era diventato "si bucavano" et similia (bustine a terra, siringhe, sniffo). Per fortuna proprio ieri pomeriggio c'era il Consiglio di Classe. E così, l'altra rappresentante ed io abbiamo scoperto che nulla di tutto questo era successo.
Si trattava di un normale controllo di routine fatto a campione fuori dalle scuole medie inferiori e superiori, avevano fermato dei ragazzi a caso, non c'erano state segnalazioni di alcun tipo, non avevano trovato nulla, non avevano non dico arrestato qualcuno ma neanche trovato normali sigarette.
E fin qui va bene, insomma ci sta che dei ragazzini di 11-13 anni di fronte ad un controllo si facciano il viaggio di CSI! Però i genitori ....
Mentre spiegavo la cosa ad alcune mamme, ho avuto l'incauta idea di dire: "Hanno fatto dei controlli casuali, avrebbero potuto fermare anche le nostre figlie ...."
Ommiodio. Una mi ha guardato, e con la voce strozzata dall'indignazione mi ha urlato: "Cosa vuoi dire, che mia figlia è una spacciatrice?!"
"No-no", ho balbettato io, cercando riparo dietro una madre un po' più robusta di me. "Semplicemnte che il controllo era casuale".
"Mia figlia non sa neanche cosa è il fumo!" - mi ha strillato sputacchiandomi contro un'altra madre-erinni (e poi sua figlia lo sa, e sa anche parecchie altre cose, ma insomma, meglio non farglielo sapere).
"Volevo solo dire che i due poveri ragazzi fermati non centravano niente" ho riprovato a spiegare.
Un'altra mamma ha interloquito: "Questo poi noi non lo sappiamo, se li hanno fermati ci sarà una ragione."
"In realtà lo sappiamo" - non mi sono data per vinta, ed ho ritentato di ristabilire la verità" erano controlli casuali, hanno fermato due a caso, poteva essere anche tuo figlio" (si, lo so, mi piace sfidare il pericolo!).
Apriti cielo, è stato un diluvio di: "Con questa mentalità dove andremo a finire!?" (che non ho capito cosa centrasse), "Mio figlio non spaccia e non si droga", "Figuriamoci, non so come allevi le tue figlie ma i miei non li fermano di sicuro" .... insomma, alla fine ci ho rinunciato. Si era fatto tardi e vista l'inutilità del tentativo mi è sembrato inutile insistere. Quando poi uno ha detto "Ho guardato sul giornale ma non c'era niente. Si vede che sono figli di qualcuno che conta" ho gettato la spugna.

Però mi chiedo: analfabetismo, cioè incapacità di comprendere il significato delle parole? o stupidità cioè incapacità di seguire un ragionamento logico e di comprendere una semplice frase?

domenica 24 gennaio 2010

Avatar .... il miraggio del 3d!

Sto tentando di andare a vedere Avatar da una settimana, impossibile. Genitori previdenti, ragazzini più svegli di me hanno prenotato tutti i posti fino al 2011. Anche perchè i gestori della multisala devono aver pensato che se uno non ci riesce in 3d ci va in 2d. Tipico ragionamento politico che mostra tutta la sua desolante inesattezza di fronte alle sale vuote del 2d, ed alle code per il 3d.
Se c'è un film per cui vale la pena mettersi gli occhialetti e sfidare il mal di testa è proprio questo. Perfino il cassiere del cinema sconsiglia la visione 2d! Per cui mi chiedo: se il futuro è 3d, perchè non attrezzare due sale piuttosto che una?!
Vabbè, sembra che mercoledì pomeriggio, alla proiezione delle 15.15 ci siano tre posti in 6a fila (sotto alla sesta il solerte cassiere me lo ha sconsigliato ....), riproverò ....